Abitare un manifesto in 10 oggetti.

#7 Sedia

CARTE BLANCHE
ANTONIO SCARPONI
• 27.09.2018

Leggi il manifesto nel nostro primo articolo #1 poltrona.

Due uomini s’incontrano in una campagna abbandonata all’ombra di una quercia, o forse all’ombra di una lamiera arrugginita. Il primo uomo è un agricoltore. Il secondo un avvocato. L’agricoltore ha bisogno di aiuto. L’avvocato lavora come volontario per un’organizzazione che riattiva le terre confiscate alle mafie. È lì, per consigliare l’agricoltore su come avviare un percorso di legalità.

Questa scena è inventata, di mia fantasia. Ma è un’immagine chiara, riaffiorata nella mia mente mentre stavo lavorando a un progetto per un padiglione mobile che potesse ospitare questo tipo di attività nel Sud Italia, immaginando questo tipo di incontro e questo tipo di relazione tra due uomini coraggiosi, ribelli al proprio destino. Mi sono interrogato sulla forma simbolica di una sedia, calata in questo contesto, che dovevo in qualche modo disegnare e dove quei due uomini si sarebbero dovuti incontrare. In questo luogo nasce la sedia “libera” e con lei anche questo dasein manifesto in dieci oggetti, come modo simbolico per ribellarsi al proprio destino. Questa versione della sedia libera è stata leggermente modificata per adattarla a questo contesto. La forma cambia, la sostanza, in questo caso, no.

A, B, C, D. Cantinelle di abete certificato FSC piallate dimensioni variabili. I profili sono disponibili in lunghezza da 1 m o di 2.5 m, in qualsiasi negozio di hobbistica (Coopbau, Jumbo, Migros DoIt, Bauhaus, etc.), con questo tipo di schema è possibile tagliare i pezzi sul posto per mezzo dei servizi ai clienti offerti dagli stessi rivenditori. Assicurati i profili il più dritti possibili, con pochi nodi.
E, E1. Pannelli di legno di abete certificato FSC classe B. Ricavati da un’unica tavola, dimensione: 1.8 x 40 x 120 cm. Le misure riportate sono al netto del taglio che prende 3 mm.
F. Trapano/avvitatore elettrico, con punta da legno 3 mm.
G. Punta a tazza ø65 mm.
H. Cacciavite, si consiglia comunque l’utilizzo di un avvitatore elettrico.
I. Matita.
L. Metro a nastro estensibile.
M. Viti da cartongesso, 3.5×35 mm, colore nero (importante).

Marcare con una matita (I) le misure riportate su entrambe le estremità di uno dei profili di tipo D/B e C.

Con la punta da trapano per legno da tre millimetri (F), fare i buchi sulle misure segnate. Si consiglia di usare il primo elemento forato come guida per le successive perforazioni. È consigliabile tenere uno sfrido sotto i profili, per evitare di danneggiare la superficie sottostante.

Avvitare il profilo B all’estremità del lato corto dei due profili di tipo C. Assicurarsi che la giunzione sia perfettamente perpendicolare al profilo A. Ripetere l’operazione per i due portali che determinano la struttura della sedia.

Unire i due portali della sedia con i due profili D che costituiscono l’asse portante. Inserire prima la base, infine, riportare in posizione eretta il telaio e avvitare il secondo asse portante della seduta. In questo modo potete assicuravi che la sedia appoggi correttamente sul pavimento senza “zoppicare”.

Ora dovrete preparare la seduta e lo schienale. Segnate con una matita i punti indicati nello schema. Con una punta a tazza fate due buchi da ø6.5cm al centro delle due metà dell’elemento E1. In corrispondenza dello spesso punto, ma a tre centimetri del bordo, segnare altri due punti che serviranno per fissare lo schienale alla seduta.

Appoggiare sopra al telaio della panchina la seduta E, fare in modo che le venature siano parallele al fronte della sedia (dettaglio importante altrimenti la tavola si spezza) avvitare le viti su ognuno degli assi per assicurare la seduta. Importante: la tavola della seduta deve sporgere di tre centimetri dal telaio anteriore, in modo da rendere lo schienale più confortevole.

Ora che avete sistemato la seduta, sistemate lo schienale. Per prima cosa appoggiatelo al sedile e avvitatelo da sotto con due viti in testa alla seduta. Fate attenzione a non stringerle eccessivamente , il pannello si potrebbe sbrecciare. A operazione compiuta procedete nel fissare la parte superiore dello schienale al telaio retrostante.

La sedia è pronta. L’occhio serve come presa per spostarla. La prima versione di questa sedia, prevedeva uno schienale identico al sedile. Questa versione è forse meno adatta alla vita di campagna. Lo schienale alto le conferisce una dimensione più regale e scultorea. Ciononostante, è una seduta simbolica per appropriarsi del proprio destino.

Illustration: Antonio Scarponi