Bianca Sellnow • 26.02.2018

Le ragioni perché il cotone biologico è la scelta migliore

Lo indossiamo sulla pelle, ci asciughiamo e lo usiamo per pulire il pavimento. Il cotone è una delle fibre più importanti nella nostra quotidianità. Tuttavia, sono pochi i consumatori a cui interessa l’effettiva origine del prodotto. Ma mettere davanti alla parola «cotone» il prefisso «bio» può fare una grande differenza.

Solo l’uno percento del cotone prodotto nel mondo vanta una qualità biologica. E questo, nonostante il fabbisogno di fibre naturali sia enorme e pur essendo consapevoli del fatto che la loro coltivazione inquina fortemente l’ambiente e danneggia la salute di tanti lavoratori.  A ciò si aggiunge il fatto che la maggior parte del cotone proviene da zone di coltivazioni, come per esempio India, Africa o Cina. In questi paesi gli standard per la protezione dell’ambiente e le condizioni lavorative sono nettamente peggiori rispetto a quelli dei paesi europei.

Ma per fortuna esiste anche il cotone biologico, la cui produzione salvaguarda l’ambiente e viene incontro alle esigenze umane. I consumatori possono dunque scegliere tra diversi prodotti. Ecco alcuni motivi perché conviene scegliere la variante ecologica:

Primo: quasi tutte le persone usano quotidianamente il cotone: che siano T-shirt, biancheria da letto o panni – il cotone è contenuto in tutti i tipi di prodotti. E proprio perché è così diffuso, conviene passare al cotone biologico. Con il suo comportamento di acquisto, il consumatore può dare un forte impulso all’indirizzo dei rivenditori e dei produttori.

Secondo: il cotone biologico permette di risparmiare quantità innumerevoli di pesticidi. Infatti, la pianta è particolarmente vulnerabile alle malattie. Nella coltivazione tradizionale viene pertanto trattata con pesticidi che inquinano l’ambiente e danneggiano al contempo la salute dell’uomo.

Terzo: il cotone biologico rinuncia all’ingegneria genetica. La maggior parte del cotone tradizionale è geneticamente modificato. Ciò lo deve rendere più resistente e meno vulnerabile. Tuttavia, le piante geneticamente modificate possono diffondersi in modo incontrollato e danneggiare gravemente l’ambiente locale.

Il quarto motivo per acquistare il cotone biologico consiste nel fatto di salvare vite umane: infatti, i pesticidi non solo danneggiano il suolo, ma costano anche vite umane. L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che circa 20.000 persone all’anno muoiono per via delle sostanze tossiche utilizzate nella coltivazione del cotone.

Infine, la coltivazione biologica favorisce l’ambiente. I lavoratori raccolgono i parassiti oppure li allontanano con mezzi alternativi, anziché avvelenarli. Inoltre, il cotone biologico viene solitamente coltivato utilizzando la tecnica della rotazione delle colture e non con le nocive monocolture, che impoveriscono il terreno e comportano l’uso di fertilizzanti.

Perché, nonostante i tanti vantaggi, esistono ancora pochi prodotti realizzati con cotone biologico? Abbiamo posto questa e altre domande a Patrick Hohmann, fondatore e amministratore della Remei AG, il più importante pioniere del cotone biologico in Svizzera:

 

 

Bianca Sellnow: Signor Hohmann, lei è considerato il pioniere del cotone biologico. Perché è stato così importante per lei cambiare i metodi di coltivazione?

Patrick Hohmann: Quando venimmo in India, parlavamo con i contadini. In quest’occasione constatammo che essi erano costretti a chiedere ingenti crediti per finanziare i pesticidi utilizzati nella coltivazione tradizionale. Mi sono chiesto se non esistesse un altro metodo. Anche se la coltivazione del cotone biologico non aumenta il guadagno degli agricoltori, permette loro di indebitarsi di meno.

 

B S: Quanto costa al consumatore il cotone biologico?

P H: Dipende dal modo in cui si produce il biologico. Il cotone in qualità biologica è più costoso. Con il nostro metodo, le materie prime costano circa il 20 percento in più rispetto alla coltivazione tradizionale.

 

B S: I consumatori possono veramente fidarsi di quel che viene scritto in etichetta quando si tratta di cotone biologico?

P H: È  molto difficile rispondere a questa domanda. Il percorso che separa la pianta dal prodotto finito è lungo. Controllare tutti i livelli richiede molto tempo e lavoro. Ecco perché è compito delle singole aziende dedite alla vendita di «prodotti biologici» garantire la massima trasparenza . Nella nostra impresa abbiamo circa 90 dipendenti che assistono e consigliano i contadini nella coltivazione.

 

B S: I loro successi conseguiti con la Remei AG dimostrano che è possibile trarre profitto dal cotone biologico, nonostante i costi aggiuntivi. Perché sono così poche le industrie tessili che puntano sul biologico?

P H: Perché il loro profitto passerebbe in secondo piano. Il cotone biologico viene utilizzato per creare un prodotto, non per arricchirsi.

Ulteriori informazioni:
Le foto sono state scattate in uno stabilimento di produzione di cotone biologico certificato nel Madhya Pradesh, una città dell’ India nordoccidentale.

Fotografia: Julia Kop